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lunedì 9 settembre 2013

La Redenzione del Samurai



La storia scritta da Roberto Recchioni e disegnata da Andrea Accardi, si colloca come seconda uscita della collana le storie per la Sergio Bonelli Editore;  proprio nell'ottica delle uscite dell'editore milanese ha rappresentato una ventata di freschezza e originalità insieme alla collana di cui fa parte. Il tema del samurai, l'uso di campi lunghi e l'assenza di didascalie rappresentano un allontanamento dalla consuetudine stilistica che contraddistingue le opere pubblicate dalla Bonelli nel corso degli anni.

La Storia in sé omaggia il genere Chambara tutto, basti pensare che il titolo iniziale previsto era appunto Chambara, per cui è una naturale conseguenza che si muova sui binari stilistici del genere giocando coi rimandi, non in ambito decostruzionista ma bensì  utilizzandoli in maniera ponderata , riuscendo ad imbastire un racconto che ha nella semplicità e nella fluidità i suoi punti di forza.
Recchioni lungo le 109 pagine del racconto lascia che siano non solo i dialoghi dei personaggi ma anche l'intercalare dei paesaggi ad accompagnare il lettore , non snatura  gli elementi del genere, non crea colpi di scena, "si limita" a seguire il naturale svolgersi della vicenda. La frase detta da Jubei:"  è stato il destino a metterci su questa strada e adesso non possiamo fare altro che percorrerla, fino in fondo "; è non solo una dichiarazione velata del fatto che è la scrittura ad essere piegata alla storia e non viceversa, ma un forte rimando alla cultura orientale che permea la storia.
Coadiuvata da splendide tavole, aventi la ricchezza di particolari dovuta , di gran impatto, che mostrano un Andrea Accardi talentuoso e meticoloso,  che esalta l'opera stessa e il suo fine.
La redenzione del samurai non è il cammino di un uomo che ha compiuto errori nella sua vita a cui cerca di rimediare, bensì è il racconto di chi pur di mostrare la sua fedeltà ai principi per cui vive è disposto a morire.


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