La Storia in sé omaggia il genere Chambara tutto, basti pensare che il titolo iniziale previsto era appunto Chambara, per cui è una naturale conseguenza che si muova sui binari stilistici del genere giocando coi rimandi, non in ambito decostruzionista ma bensì utilizzandoli in maniera ponderata , riuscendo ad imbastire un racconto che ha nella semplicità e nella fluidità i suoi punti di forza.
Recchioni lungo le 109 pagine del racconto lascia che siano non solo i dialoghi dei personaggi ma anche l'intercalare dei paesaggi ad accompagnare il lettore , non snatura gli elementi del genere, non crea colpi di scena, "si limita" a seguire il naturale svolgersi della vicenda. La frase detta da Jubei:" è stato il destino a metterci su questa strada e adesso non possiamo fare altro che percorrerla, fino in fondo "; è non solo una dichiarazione velata del fatto che è la scrittura ad essere piegata alla storia e non viceversa, ma un forte rimando alla cultura orientale che permea la storia.
Coadiuvata da splendide tavole, aventi la ricchezza di particolari dovuta , di gran impatto, che mostrano un Andrea Accardi talentuoso e meticoloso, che esalta l'opera stessa e il suo fine.
La redenzione del samurai non è il cammino di un uomo che ha compiuto errori nella sua vita a cui cerca di rimediare, bensì è il racconto di chi pur di mostrare la sua fedeltà ai principi per cui vive è disposto a morire.


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