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domenica 24 novembre 2013

Orfani-2



Copertina realizzata da Massimo Carnevale.

La seconda uscita della nuova serie della Bonelli, porta avanti le trame, i dubbi che sono stati lasciati in sospeso nell'uscita precedente vengono ingranditi, il tutto in un clima dove non si capisce bene come si muovano i personaggi e dove vogliano andare a parare con le loro azioni.
Recchioni in questa uscita mostra un miglioramento minimo per quel che riguarda il fronte dialoghi.
Lo sviluppo della trama è incerto e presenta situazioni abbastanza incongruenti per quel che riguarda il clima militaristico della serie (oltre che il "Realismo " delle scelte attuate dai protagonisti),vedasi la scena tra i due soldati in avanscoperta. Il volume si lascia leggere con molta facilità e scorrevolezza ma nonostante ciò non lascia alcun segno.



Per quel che riguarda il comparto grafico la serie continua nel suo standard di buon fattura non mostrando grandi differenze nel tratto e nella realizzazione delle tavole nonostante il lavoro svolto in questo numero da Alessandro Bignamini e non da Mammucari. L'uso del colore presenta i medesimi punti di forza mostrati in precedenza nel volume 1.  

domenica 17 novembre 2013

Fables 1- Biancaneve

Per i testi di Bill Willingham, le matite di Lan Medina e le chine di Steve Leialoha è uscito per la Lion la versione bonellide di Fables, serie Vertigo che ha fatto incetta di premi lungo gli anni e che si basa su un concept tanto arcaico quanto potente di significati che è quello del mondo delle favole. Ma stavolta le vicende non si svolgono nel bosco ma nella metropoli più famosa del mondo: New York

Questo perchè molti dei personaggi delle fiabe, sono riusciti a scappare dalla conquista del reame fatato da parte dell'"avversario" ( al momento non si sa chi sia la vera entità nascosta sotto questo nome) mentre altri non ci sono riusciti. Su questo clima dove tutti i privilegi dei vari principi, re sono andati perdute e dove gli avvenimenti delle vecchie fiabe fanno da passato per la storia dei personaggi che prenderanno vie nuove ed originali.
La storia presente nel volume che sto recensendo riguarda la sparizione di Rosa Rossa, la sorella di Biancaneve e dei tentativi di Luca Wolf( il Lupo delle fiabe) di ritrovarla, e catturare chi l'ha fatta sparire. 
Un classico giallo vecchia maniera che presenta come elemento originale il seti di character che vi partecipa.
Inoltre la scrittura dei dialoghi da parte di Willingham si mostra ponderato e non stereotipato, la storia è avvincente e la narrazione non perde ritmo. Coadiuvata da un comparto grafico gradevole, che non perde nulla ella qualità nel passaggio dal formato comic-book al bonellide e alla perdita del colore. Il primo ciclo si mostra come un'ottima lettura che può raggiungere alte vette narrative.

mercoledì 13 novembre 2013

Y: the last man- Cicli

La copertina del secondo volume. Disegno di Massimo Carnevale
Giunti al secondo volume della ristampa in bianco e nero da parte della Rw Lion dell'opera di Brian K.Vaughan e Pia Guerra, ci troviamo non più catapultati nella situazione straniante della scomparsa di tutti gli uomini, ma invece nel mezzo dei problemi creativisi dalla dipartita del sesso maschile dal pianeta. Se nel primo arco narrativo Senza Uomini ci sono stati introdotti i personaggi principali, quali l'agente 355, Yorick e la madre principalmente, nel secondo assistiamo nell'approfondimento di parte del cast , in particolare della sorella di Yorick che mostra una personalità abbastanza frastagliata oltre che in bilico.
Vaughan, continua a mostrare forti riferimenti al femminismo più estremo nella rappresentazione delle Amazzoni lasciando però zone d'ombra sul vero motivo che sottostà alle basi del principale ostacolo al momento del viaggio di Yorick.
Copertina del quinto numero della serie.
 Ultima del Ciclo senza Uomini.
Interessante è il ritratto che Vaughan fa delle stato delle città americane dopo il grande evento catastrofico, dove si cerca di sopravvivere alla bene e meglio,dove le risorse di cibo scarseggiano e le comodità del mondo moderno sono al momento perse. Tra un'America che paga le conseguenze della perdita dell'uomo si trova anche un'America che riesce a cavarsela nonostante tutto. Il tutto condito da dialoghi asciutti e diretti, a volte sporchi ma che a fine lettura sono chiaramente adatti alle situazioni e ai personaggi raccontati.

Il tratto di Pia Guerra e il suo stile non perdono mordente nel formato in bianco e nero scelto per la ristampa  vuoi per il lavoro non opprimente e debitrice del colore nella sua versione originale. Si mostra omogeneo pagina dopo pagina e accompagna la storia in modo piacevole senza sbavature.

sabato 9 novembre 2013

Ratolik

La Copertina del volume., Disegno Leo Ortolani
Leo Ortolani si cimenta in un nuovo omaggio ad un classico del fumetto italiano: Diabolik.
Come racconta nell'approfondimento a fine volume il contatto iniziale tra gli universi del "ratto" e di Diabolik doveva svolgere anni ed anni fa, tra la fine del millennio e il suo inizio, susseguendo la serie di team-up  che vedeva Ratman incontrare personaggi più o meno famosi del panorama fumettistico.
Riprendendo la classica impaginatura e formato del mensile Leo Ortolani reinterpreta le classiche dinamiche tra Eva e Diabolik, tra Diabolik e Ginko  rapportando il tutto nel contesto di Ratman, non costruendo un'insieme di sole gag sul personaggio ma creando una storia che riprende i temi tanto cari al personaggio delle  Sorelle Giussani senza snaturarli come ad esempio la sua continua ricerca di sfide. Se si considera solo lo svolgimento degli avvenimenti ci si trova dinanzi ad un brillante storia di Diabolik nel periodo degli anni '60-'70 , quello preferito da Ortolani, come scrive nell'approfondimento a fine volume.
Per quanto riguarda il comparto grafico, Ortolani, si mostra padrone del formato a due vignette riuscendo a imbastire gag che ben si sposano con il ritmo e lo stile del fumetto, oltre a riprende alcune caratteristiche grafiche del fumetto originale reinterpretandole nel suo stile unico. Ratolik si mostra come un omaggio fatto col cuore di un gigante del fumetto italiano ad un altro gigante, entrato nell'immaginario collettivo.


giovedì 31 ottobre 2013

La gloria di Hera

La Gloria di Hera è un'opera scritta e disegnata da Christian Rossi con l'aiuto negli scenari da parte di Serge Le Tendre nel 1996 pubblicata originariamente in due tomi, è stata in seguito ripubblicata in volume unico dalla ormai defunta Planeta DeAgostini.
La storia prende spunto dal mito di Alceo,figlio illegittimo di Zeus e del suo tentativo di diventare il re di Micene al posto dell'ingiusto regnante Euristeo, nonostante i tentativi di Era di impedirglielo.
Tanti sono i temi che riesce a portare a galla Rossi come il rapporto con la famiglia, con il padre mai avuto Zeus, e come sia presente una dualità e rivalità mai risolta tra Alceo e sue fratello Ificle, il tutto mantenendo costante il ritmo della storia, con dialoghi brillanti che demarcano chiaramente i rapporti creativisi tra i membri della famiglia.
Nel lungo viaggio che ci viene narrato da Rossi si possono ammirare cambiamenti di atmosfera e di registro, da uno più serioso ad uno più divertito, il tutto sapientemente dosato e scandito ottimamente dall'incedere delle tavole. Queste ultime presentano una freschezza nel disegno caratteristica della linea chiara francese, pulito, essenziale e preciso che si nota nella moltitudine di sfondi e personaggi che si incontrano nel racconto anche come comparse. La  colorazione è precisa e di grande effetto sopratutto per quanto riguarda la separazione degli ambienti.L'enfasi emotiva che si percepisce nelle diverse fasi del racconto è ottimamente espressa dalla colorazione che si dimostra fondamentale nell'economia della storia.
Lungo la lettura si nota un'aumento costante del pathos, figlio della tradizione dei miti greci , ben espresso da Rossi che porta il lettore ad un'immedesimazione totale nel protagonista e a un finale pregno di emotività che segue la leggenda di colui che diventerà Eracle.

domenica 27 ottobre 2013

La lunga notte dell'investigatore Merlo

La lunga notte dell'investigatore Merlo è un opera scritta e disegnata da Leo Ortolani  e nella sua ultima trasposizione edita dalla Panini Comics vede l'aggiunta del colore tramite l'apporto dato dal fratello Larry Ortolani.
La storia si basa come asserito nelle note dallo stesso autore a due film:" "Il mistero del cadavere scomparso" e "Casablanca". Riprendendo gli umori e le atmosfere del famoso film del 1942, Ortolani la reinterpreta aggiungendo non solo divertentissime gag ( suo marchio di fabbrica), ma parte del suo vissuto che riemerge nei pensieri dell'investigatore Merlo, rendendolo un personaggio tridimensionale, umano e donando diverse sfaccettature ai diversi personaggi che si renderanno sempre più marcate verso il finale, dove tutti i nodi vengono al pettine.
La copertina della prima edizione.
Il nuovo formato, l'orizzontale non solo esalta le tavole ma dona il giusto ritmo ad alcune gag, che nell'edizione precedente perdevano sotto questo punto di vista. Inoltre l'aggiunta del colore rosso mattone e rosa  per ottenere una quadricromia agisce in modo interessante nella formazione delle atmosfere, che diventando suggestive grazie ad  un lavoro ben ponderato ed equilibrato da parte di Larry Ortolani che verte la sua soluzione stilistica sull'aumentare l'enfasi già presente nelle diverse scene, creando un lavoro dove il colore non prende il sopravvento sul resto ma ben si amalgama nell'insieme della tavola
In conclusione , "La lunga notte dell'investigatore Merlo" è un ottimo lavoro, sentito da parte di Ortolani che nelle vesti dell'ultima edizione si mostra in una soluzione che ne esalta le caratteristiche.

sabato 19 ottobre 2013

Orfani-1

Copertina del primo numero. Illustrazione di Massimo Carnevale

Orfani è un opera scritta da Roberto Recchioni e disegnata da Emiliano Mammucari per la Sergio Bonelli Editore. Alla luce della storia editoriale della Bonelli , l'uscita di una serie a colori sembra pari alla scoperta dell'America come impatto, infatti è stata pubblicizzata in modo consistente. L'hype creatovisi ha generato aspettative elevate per il progetto che durante i 4 anni di gestazione è stato definito come qualcosa di innovativo, che avrebbe lasciato il segno nel mondo del fumetto italiano.


Dopo la lettura del primo volume, non si può smentire che categoricamente il termine innovativo. Nella scrittura non si trovano né picchi ne cali di tensione ma il tutto sembra scorrere senza lasciare alcun segno. I personaggi risultano delle macchiette, ciò a causa sopratutto di dialoghi banali e scontati che rendono più forte il senso di già visto. Il lavoro non presenta alcuno spunto originale, sopratutto nelle caratterizzazioni dei personaggi nel loro tratto psicologico. Tutto è veloce e non c'è alcun momento per l'introspezione, il che non è un male ma porta il lettore ad estraniarsi dalla scena senza provare alcuna empatia.


Il punto" forte" è la colorazione che si dimostra di godibile resa ed efficacia e insieme al lavoro svolto da Mammucari, non impeccabile ma comunque egregio, alzano il livello dell'opera in generale.
Se la Bonelli voleva creare un prodotto innovativo, originale e di gran qualità ha chiaramente mancato il bersaglio.  Nonostante la cura dell'edizione, della colorazione e del disegno di mostrano lacune ben evidenti nello sviluppo delle idee e della trama.Il tutto inficia nella qualità del prodotto che presenta delle grandi potenzialità che però si dimostra mal sfruttate al momento.